La psicoterapia famigliare ad indirizzo sistemico relazionale è un approccio che coinvolge tutta la famiglia, che è il nostro sistema primario di relazioni significative, teso a ricercare delle soluzioni per l’individuo.

 

Il suo primo obiettivo è cercare di interpretare un disagio psichico o uno squilibrio che avviene all’interno di sistemi come la famiglia o semplicemente di una coppia.

 

Molte volte è utile indossare gli occhi e le orecchie di qualcun altro, vestirne i panni per capire che ci sono tanti punti di vista, tante quante sono le prospettive. Questo aiuta anche a capire lo stato d’animo e le emozioni degli altri.

 

Il secondo obiettivo della terapia è promuovere il cambiamento: ognuno di noi ha una grande resistenza al cambiamento, poiché abbiamo paura dell’insuccesso, di non essere accettati, di non essere amati, di rimanere da soli; la terapia famigliare agisce con tecniche e riflessioni guidate dal terapista per promuovere un cambiamento.

 

Il terzo e ultimo aspetto importantissimo è la comunicazione: oggi nell’era digitale ci sono tante interazioni ma poche relazioni; le persone fanno fatica a comunicare e questo è il primo aspetto di cui un terapista si deve occupare ovvero promuovere la comunicazione.

 

Una persona che si rivolge ad uno psicoterapeuta ha sempre una caratteristica comune: è portatore di un disagio; qualcosa nella sua vita che ha sempre funzionato improvvisamente non funziona più. Può esserci un conflitto aperto, o quando si arriva ad un blocco ed è come se il sistema andasse in crisi e quindi si manifesta il bisogno di qualcuno che dall’esterno accompagni la famiglia, la coppia oppure l’individuo, a trovare delle soluzioni alternative. La psicoterapia è un viaggio all’interno di se stessi. Oggi il privilegio più grande è l’ascolto. Tutti parlano, ma nessuno ascolta.

 

Le categorie di persone che si affidano ad uno psicoterapeuta si suddividono principalmente in:

- bambini e ragazzini; i genitori preoccupati per la presenza di disturbi del comportamento nei proprio figli cercano l’aiuto di un terapista.

- adulti; coppie in crisi o separazioni conflittuali che devono imparare a gestire queste situazioni e nel mentre assicurarsi che i propri figli non vivano con un disagio.

- gli anziani; disturbi depressivi e di natura ansiosa che insorgono in relazione alla perdita della capacità di riuscire a provvedere a se stessi e al proprio sistema di riferimento.

 

Il dolore psichico deve esprimersi e deve emergere. “Ognuno di noi è stato un grido nella notte”, dice il professore Recalcati. Il terapista risponde a quel grido di dolore e aiuta a dargli voce, a farlo esprimere e ad emergere.