Un decalogo per genitori e adolescenti

La popolazione italiana è inserita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nell’elenco dei Paesi a carenza iodica e i dati recentissimi dell’Istituto Superiore della Sanità confermano che questa problematica coinvolge la maggior parte delle nostre regioni.

Dal punto di vista clinico la carenza iodica è responsabile di diverse manifestazioni definite nel loro insieme “disturbi da carenza iodica”, che coinvolgono in diversa misura tutti i periodi della vita dell’uomo: dall’epoca fetale alla età adulta.

La più frequente manifestazione clinica è costituita dal gozzo. Nelle popolazioni esposte a carenza di iodio si possono avere anche altre manifestazioni, quali aumentata tendenza all’aborto, aumento della natimortalità, ipotiroidismo neonatale (di solito transitorio), deficit neuropsicologici e cognitivi.

Pensiamo, pertanto, che genitori, bambini, neonatologi, pediatri, ginecologi, medici generalisti, operatori sanitari e istituzioni debbano essere coinvolti per una maggiore “presa di coscienza” della problematica.

Nel corso degli anni sono state elaborate numerose strategie di sanità pubblica per migliorare l’assunzione di iodio.

Allo scopo di  contribuire alla prevenzione delle patologie da carenza iodica, il dott.Vincenzo de Sanctis, Responsabile del Servizio di Endocrinolologia della Età Evolutiva e di Adolescentologia della Quisisana, in collaborazione con il dr. Giuseppe Raiola di Catanzaro, hanno pubblicato sulla Rivista Italiana di Medicina dell’Adolescenza un articolo scientifico ed un decalogo per i genitori e  gli adolescenti.

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