Gastroscopia


Che cos’è la gastroscopia?


La gastroscopia è un esame diagnostico durante il quale un tubo flessibile viene inserito attraverso la bocca e studia la superficie (mucosa) dell’esofago, stomaco e prima parte dell’intestino tenue.

Qual è la preparazione alla procedura?


Per eseguire un corretto e sicuro esame è necessario avere lo stomaco vuoto, perciò occorre evitare di assumere cibi o bevande (inclusa l’acqua) nelle 4-5 ore precedenti l’esame.
È possibile assumere la terapia domiciliare del mattino come ad esempio i farmaci antipertensivi.
Anche i farmaci antiaggreganti, come ad esempio l’aspirina, può essere assunta a meno che l’esame non sia eseguito per asportazione di lesioni di grosse dimensioni.
È comunque opportuno informare anticipatamente il medico sugli eventuali farmaci assunti a domicilio. È inoltre indispensabile informare il medico sulle eventuali allergie (farmaci, alimentari, ambientali) e condizioni mediche come cardiopatie o malattie polmonari.

Per quale motivo si esegue la gastroscopia?


Questo esame viene eseguito per investigare alcuni sintomi, ad esempio bruciore e dolore allo stomaco, nausea, difficoltà alla deglutizione.
Durante la procedura è possibile eseguire biopsie che consistono nella raccolta di campioni di mucosa e sono eseguite per la ricerca di infezioni (ad esempio Helicobacter Pylori), infiammazione, per la diagnosi di intolleranze come la celiachia o più in generale per lo studio istologico di lesioni situate sulla superficie mucosa dell’organo. Le biopsie non provocano dolore.
Durante la gastroscopia possono anche essere eseguite procedure terapeutiche quali la rimozione di polipi.

Durante la procedura cosa accade?


Prima dell’esame è necessario rimuovere eventuali protesi dentarie.
L’infermiere, dopo essersi accertato che non vi sono allergie agli anestetici, spruzza uno spray anestetico locale in gola. L’esame può essere eseguito in sedazione, cioè attraverso l’introduzione in vena di farmaci sedativi da parte del medico anestesista presente all’esame. Durante la procedura il paziente rimane steso sul fianco sinistro. L’endoscopio viene introdotti nelle vie digestive e non interferisce con la respirazione. La durata dell’esame è variabile, in genere dura 5-10 minuti.
Il paziente viene tenuto sotto controllo fino alla scomparsa degli effetti dell’eventuale sedativo iniettato. Dopo circa 30 minuti sarà possibile introdurre alimenti, a meno che il medico non fornisca istruzioni differenti. Il paziente dovrà essere accompagnato a casa e non dovrà guidare o prendere decisioni importanti fino al giorno successivo, in quanto la facoltà di giudizio e i riflessi potrebbero risultare rallentati a causa del farmaco sedativo somministrato.

Quali sono le possibili complicazioni della gastroscopia?


Sebbene siano possibili, le complicazioni per questo esame sono rare (inferiori allo 0,05%). La perforazione si presenta con una frequenza massima pari a 0,03% ed è generalmente legata alla presenza di particolari condizioni anatomiche (stenosi esofagee, diverticolo di Zenker, neoplasie). Nel punto della biopsia o di rimozione di un polipo può verificarsi un sanguinamento, ma si tratta spesso di un fenomeno non rilevante, generalmente controllabile per via endoscopica, che solo in casi molto rari può richiedere un intervento chirurgico o una trasfusione di sangue.

Alcuni pazienti potrebbero presentare complicanze cardio respiratorie correlate all’uso dei sedativi, oppure complicanze dovute a patologie cardiache o polmonari che saranno comunque gestite dagli operatori presenti e in particolar modi dal medico anestesista. La morte è un evento estremamente raro nelle procedure endoscopiche.

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STAFF MEDICO

Dott. Vincenzo Matarese

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