La Dott.ssa Paola Buresta spiega la carbossiterapia, una terapia a base di anidride carbonica

La carbossiterapia è una terapia che prevede il dispiego di anidride carbonica a scopo curativo.

La carbossiterapia vede le sue origini nel contesto termale francese di inizio 1900. Inizialmente il suo utilizzo era nel campo delle arteriopatie, (malattie legate all'ostruzione o al restringimento delle arterie che interessano gli arti sia inferiori che superiori).

Negli ultimi vent'anni, la carbossiterapia ha notevolmente ampliato il suo impiego, ora viene utilizzata per curare tutta una serie di inestetismi quali la cellulite, le rughe, le smagliature, le cicatrici, certi tipi di gonfiori ed altri inestetismi a cui ormai si può porre rimedio grazie a questa tecnica. Le problematiche e le malattie appena citate colpiscono, solo in Italia, circa 24 milioni di donne.

Presso l'Ospedale Privato Accreditato Quisisana, la carbossiterapia è adoperata soprattutto in situazioni
di insufficienza venosa cronica e venolinfatica, le quali possono o meno essere associate anche alla problematica della cellulite. L'insufficienza venosa così come quella veno linfatica consiste nella difficoltà del sangue a tornare verso il cuore e si manifesta con caviglie gonfie, gambe stanche, formicolio e simili.

Tutte le problematiche elencate peggiorano nella stagione fredda, questo perché la pelle è poco esposta alla luce del sole, l'attività fisica è mediamente inferiore a quella svolta nei mesi più caldi, il grasso si accumula più velocemente in inverno e gli ambienti che si frequentano sono spesso troppo riscaldati.

Il funzionamento della carbossiterapia, dal punto di vista pratico, è molto semplice da spiegare: consiste nell'iniettare a livello di sottocute un certo quantitativo di anidride carbonica attraverso dei piccoli aghi sottili.

La carbossiterapia, aumentando la velocità del flusso sanguigno, riattiva tutti quei capillari che sono stati compressi sia dalla ritenzione idrica che dalle cellule grasse. Questo processo permette un più facile smaltimento di scorie e gonfiori.

Questa terapia punta a velocizzare o anche solo riattivare il metabolismo cellulare spronando il funzionamento degli enzimi addetti a sciogliere il grasso.

La materia prima che viene utilizzata nella carbossiterapia è appunto l'anidride carbonica. Questa deve essere anidride carbonica medicale veicolata da macchinari riconosciuti dal Ministero della Salute.

Non si deve pensare ad un'anidride carbonica particolare a cui sono state fatte lavorazioni, la sostanza in esame è esattamente uguale identi a quella prodotta da un essere umano durante l'atto di respirare.

Quindi il nostro corpo è già capace di assorbirla velocemente tramite il sangue, per via ematica, e poi smaltirla con altrettanta semplicità per via respiratoria.

L'anidride carbonica non è tossica e non genera emboli. Anche per questi motivi la carbossiterapia non ha particolari controindicazioni e o effetti collaterali da sottolineare.

Se ci si rivolge a specialisti si ha la certezza di non incorrere inconvenienti come materiali non idonei o scarsa professionalità.

Unica nota a cui è necessario prestare un minimo di attenzione è che questo trattamento non è indicato per le donne incinte, così come è sconsigliato per le persone con insufficienze cardiache, respiratorie, renali ed epatiche o ai soggetti affetti da diabete, pazienti con animie importanti e cardiopatie.